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La malattia polmonare legata all’Alfa-1

Alpha-1 Lung Disease

Il Deficit di Alfa-1 antitripsina (Alfa-1) è una condizione genetica, trasmessa dai genitori ai figli attraverso i geni. I geni contengono le istruzioni in codice impartite alle cellule del nostro corpo per darci occhi azzurri, capelli neri e così via. I geni sono ereditati dai genitori, metà dall’uno e metà dall’altro; per questo diciamo che il colore della pelle, o qualche altro carattere, è “ereditario” o genetico.

Dal momento che l’Alfa-1 è un carattere genetico, la malattia polmonare a essa legata è talora detta “BPCO di origine genetica”.

Le persone affette da malattia polmonare Alfa-1 hanno due geni anormali (derivanti l'uno da uno dei due genitori e l’altro dall’altro). I geni anormali più comuni sono denominati Z e S.

Vi sono circa 100.000 persone affette da Alfa-1 (con due geni Z, normalmente indicati semplicemente con “ZZ”) negli Stati Uniti, e più o meno altrettante in Europa. Un’altra combinazione di geni che da origine a gravi deficit è SZ, anche se le persone che presentano questo quadro genetico hanno meno probabilità di avere problemi polmonari di quelle che hanno due geni Z. Molti Alfa (come vengono chiamate le persone affette da Alfa-1), anche fra quelli che hanno geni ZZ o SZ, godono di ottima salute.

Vi sono circa 100.000 persone affette da Alfa-1 (con due geni Z, normalmente indicati semplicemente con “ZZ”) negli Stati Uniti, e più o meno altrettante in Europa. Un’altra combinazione di geni che da origine a gravi deficit è SZ, anche se le persone che presentano questo assortimento genico hanno meno probabilità di avere problemi polmonari di quelle che hanno due geni Z. Molti Alfa (come vengono chiamate le persone affette da Alfa-1), anche fra quelli che hanno geni ZZ o SZ, godono di ottima salute.

I più comuni segni patologici riscontrati in persone affette da Alfa-1 sono i seguenti.

1. Affanno (respiro corto)

2. Respiro affannoso

3. Tosse cronica e espettorato (muco) abbondante (bronchite cronica)

4. Bronchiti o polmoniti ricorrenti

5. Bassa tolleranza allo sforzo

6. Asma refrattaria ai trattamenti o allergie perenni (non stagionali)

7. Bronchiectasia

La diagnosi precoce dell’Alfa-1 è molto importante perché smettere di fumare (per i fumatori) e il trattamento precoce sono entrambi essenziali per far rallentare la progressione della malattia polmonare Alfa-1.

Tuttavia, il Deficit di Alfa-1 antitripsina non può essere diagnosticato in base ai sintomi o all’esame del medico; per accertare la diagnosi è necessaria un’analisi del sangue.

Inizialmente, l’Alfa-1 è spesso diagnosticata come asma o come Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) legata al fumo. Tra i sintomi della BPCO vi sono enfisema e bronchite cronica. L’Alfa-1 è il più diffuso fattore di rischio genetico per la BPCO. Il 3 per cento circa delle persone diagnosticate come affette da BPCO potrebbero essere affette da Alfa-1 non diagnosticata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’American Thoracic Society (ATS) e la European Respiratory Society (ERS) raccomandano che tutte le persone affette da BPCO, brochiectasia o asma non controllata con i normali medicinali siano sottoposte all'esame per l'accertamento dell'Alfa-1.

Il semplice esame del sangue per l’Alfa-1: per saperne di più.

Come si sviluppa la malattia polmonare Alfa-1.

Gli Alfa mancano (presentano un deficit) della proteina protettiva alfa-1 antitripsina (AAT), che viene sintetizzata prevalentemente nel fegato.

I normali globuli bianchi del sangue producono nel polmone un enzima denominato elastasi che distrugge i germi invasori e digerisce le cellule danneggiate o troppo vecchie. Nella maggior parte delle persone, la proteina alfa-1 neutralizza in breve tempo l’enzima. Negli Alfa, invece, la quantità di proteina alfa-1 nei polmoni è insufficiente; quindi l’enzima continua a funzionare, attaccando e distruggendo il tessuto polmonare normale. Con l’accumularsi del danno nel corso degli anni, può svilupparsi una malattia polmonare come la BPCO.

Gli Alfa che fumano presentano un rischio di ammalarsi di BPCO assai superiore a quello della maggior parte delle persone. Anche gli Alfa che non hanno mai fumato possono a volte sviluppare una grave malattia polmonare. Spesso gli Alfa sviluppano la BPCO dopo i 30 e prima dei 50 anni. Chi non è affetto da Alfa-1, anche se fuma per molto tempo, in genere non sviluppa sintomi di BPCO prima dei 60 o 70 anni.

Spesso gli Alfa sviluppano la BPCO primariamente nella parte inferiore dei polmoni, mentre invece nella maggior parte dei non-Alfa, e specialmente nei fumatori, la maggior parte dei danni si verifica nella parte superiore dei polmoni.

Se è vero che la BPCO a insorgenza precoce e la presenza di danni più gravi nella parte inferiore dei polmoni sono validi indizi diagnostici, bisogna sempre ricordare che: il Deficit di Alfa-1 antitripsina non può essere diagnosticato in base ai sintomi o all’esame del medico; accertare la diagnosi è necessaria un’analisi del sangue.

La terapia della malattia polmonare Alfa-1.

Non esiste alcuna cura definitiva per la malattia polmonare Alfa-1, ma sono disponibili diversi terapie.

Gli Alfa che soffrono di malattie come asma, BPCO o bronchiectasia possono trarre giovamento dagli stessi farmaci che vengono utilizzati per queste condizioni dai non-Alfa.

Fra di essi vi sono dei farmaci che dilatano le vie aeree (broncodilatatori) e che riducono l’infiammazione cronica frequente nei polmoni degli Alfa (corticosteroidi).

Dato che un’infezione può far giungere al polmone milioni di globuli bianchi in più, molti dei medici che curano gli Alfa raccomandano di trattare le infezioni polmonari precocemente e in maniera aggressiva con antibiotici. Un segno di infezione polmonare e’ l’espettorare con la tosse muco o catarro di colore giallo o verde.

Terapia di potenziamento per l’Alfa-1.

Accanto alle normali terapie di uso generale per la BPCO, è disponibile una terapia specifica per gli Alfa affetti da malattia polmonare.

La terapia di potenziamento consiste nell’infusione endovenosa, in genere a cadenza settimanale, della proteina alfa-1 antitripsina purificata ricavata da donatori di plasma sani. Lo scopo è quello di aumentare i livelli della proteina alfa-1 nel sangue e nei polmoni per rallentare o bloccare la progressione della malattia polmonare Alfa-1.

Si è dimostrato che la terapia di potenziamento fa salire i livelli ematici e polmonari della proteina alfa-1 antitripsina, riduce la velocità di declino della funzionalità polmonare e migliora la sopravvivenza. Attualmente negli Stati Uniti questi farmaci sono prodotti da tre aziende farmaceutiche: Baxter BioTherapuetics, CSL Behring e Talecris Biotherapeutics.

La terapia di potenziamento non permette il recupero della perduta funzionalità polmonare e non è considerata una vera e propria cura della malattia. Attualmente però questa terapia è il trattamento indicato per gli Alfa affetti da BPCO.

La terapia di potenziamento risulta anche essere una terapia efficace per la Pannicolite necrotizzante, una malattia della pelle collegata all’Alfa-1.

La terapia di potenziamento non è invece una terapia indicata per la malattia epatica Alpha-1.

Sicurezza della terapia di potenziamento

La proteina Alfa-1 antitripsina viene preparata a partire da plasma sanguigno umano raccolto da diversi donatori, sottoposto a screening per l’epatite A, B e C e agli esami per HIV e altri virus infettivi. Tutti i produttori adottano ulteriori procedure contro i virus nel corso del processo di purificazione. Se è vero che ogni prodotto ottenuto a partire dal sangue può avere effetti collaterali, è vero anche che la terapia di potenziamento è in uso da oltre 20 anni con risultati eccellenti in termini di sicurezza.

Fra gli effetti collaterali riportati, quelli che si lamentano più di frequente sono mal di testa, dolori muscolari e articolari e sintomi analoghi a quelli dell’influenza. Gli Alfa che presentano insufficienza cardiaca possono andare incontro a peggioramento dei sintomi dopo il trattamento.

Le istruzioni allegate a tutti i prodotti disponibili per terapia di potenziamento consigliano ai medici di far eseguire un esame per individuare un eventuale deficit di IgA, perché è stato riferito che un deficit di IgA può condurre a reazioni allergiche, comprese gravi reazioni anafilattiche, nelle persone che ricevono prodotti ricavati dal sangue.

Il dosaggio usualmente raccomandato per la terapia di potenziamento è di una infusione endovenosa alla settimana. Alcuni medici adottano altri regimi di somministrazione, ma vi provarono dati che dimostrano che l’infusione a cadenza settimanale sia alquanto più efficace delle somministrazioni meno frequenti.

Gli Alfa con malattia polmonare estremamente grave possono essere candidati per il trapianto di polmone o per un intervento chirurgico di riduzione del volume polmonare (LVRS), anche se in molti Alfa l’intervento di LVRS può essere sconsigliabile a causa dell’estensione della malattia polmonare.